La relazione tra l’estetica e il prodotto.
Il caso delle etichette dei vini.

Posted by Silvia Lignini,

A proposito delle etichette dei vini, oggi ricordavo con mio marito -Direttore Creativo di Port Clarendon-, di come mio nonno usava conservare le etichette dei vini che preferiva. Penso che per lui fosse un po’ come trattenere il gusto di quel vino, prolungare il piacere di quell’ultimo sorso.

Non è un mistero che molte etichette di vini siano divenute delle icone, in effetti. La verità è che l’etichetta è parte del prodotto e quelle che sono diventate col tempo delle icone, lo devono a coloro che hanno capito che non si può ambire ad un lavoro eccellente, senza averne curato tutti gli aspetti. Credo perciò che per una sorta di coerenza, ci debba essere una corrispondenza tra l’estetica e la qualità del prodotto.

L’etichetta rappresenta il primo approccio tra consumatore e produttore. Permette alla gente di distinguere prodotti diversi, catturandone l’attenzione. Trasmette messaggi e valori oltre che ad evocare certi sentimenti o stati d’animo. È pertanto da considerarsi a tutti gli effetti un “marketing tool”.
Dal canto suo l’estetica si occupa del bello e dell’arte, ma ha anche a che fare con le emozioni ed i sentimenti che si provano di fronte all’oggetto. Di conseguenza l’estetica influenza il consumatore al momento della scelta.
Se studi hanno dimostrato che i prodotti più coerenti con i “design principles” producono maggiori effetti positivi sulla percezione delle persone, si può affermare che il “good design” aumenti la qualità del prodotto e incentivi la crescita del mercato e dei profitti.

Consideriamo allora il mercato del vino. Si sa che questo é un mercato in continua espansione, altamente competitivo e con interessanti sviluppi, basta pensare alle numerose riviste e blog specializzati o eventi come il Vinitaly. Inoltre il mercato del vino ha inaugurato una nuova tipologia di turismo: l’enoturismo. I viticoltori francesi si sono molto attivati in questa direzione grazie all’apertura di cantine progettate da architetti, musei del vino ed altri servizi connessi.
Oggi i produttori non si limitano più alla sola produzione del vino, ma attraverso la loro attività alimentano un business molto più vasto. Per questo le etichette dei vini contano, sia per il mercato locale, ma specialmente per quello internazionale.

In Europa molti vini sono riconosciuti anche dai meno esperti proprio grazie alle prestigiose etichette. Esse diventano il modo per raccontare la storia che si cela dietro a quel vino, facendo traspirare la passione e la cura del produttore nell’offrire un prodotto di qualità.
Chi ha intenzione di produrre un ottimo vino dovrebbe mirare ad avere tutte le migliori risorse: dalla migliore materia prima al miglior design, senza alcuna distinzione.
Il design non rimpiazzerà la qualità del prodotto, ma allo stesso tempo non può essere una parte da trascurare, perché congiunti questi due aspetti permettono di raggiungere i risultati migliori.

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Ecco un esempio di chi ha investito nel design.
Dom Pérignon ha sempre avuto una grande e buona visibilità, in particolare grazie alle collaborazioni con designers ed artisti. Nel 2010 ha persino cambiato la sua leggendaria etichetta per rendere tributo a Andy Warhol.
Tutti i brand dovrebbero investire nel design e nello sviluppo del brand.


Images:
http://www.highsnobiety.com/2010/07/22/a-tribute-to-andy-warhol-by-dom-perignon/

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